sabato 14 marzo 2015

Mini-quaderno compensativo fashion

Oggi vi mostrerò  un oggettino di cui sono stata orgogliosa... 


Fare questo libretto compensativo, utilissimo soprattutto per fare con facilità le divisioni, è stato bello e divertente. 
Da un mini-quaderno del Tiger , e dalla stampa in formato A5 di queste tabelline http://tuttodisegni.com/cartello-con-le-tabelline/ abbiamo potuto creare un mini compensativo bello da vedere, semplice da usare e di cui essere orgogliosi.

"Silvia, ora tutti i miei compagni vorranno fare potenziamento!" ;-)

sabato 3 gennaio 2015

Capodanno delle matite

 
Le Matite si son riunite
E chiedono a gran voce
Un nuovo anno felice.
Niente righe rosse e blu
Se scrivono sQuola con la Q.

Dicono:

"Piuttosto un esercizio in più
Ma il voto 4
Prendilo tu!".

Vogliono un quaderno per i ghirigori
E un foglio apposta per giocare agli errori,
Vogliono correre e giocare
E anche libere disegnare.

Ma soprattutto,
E qua non si scherza più,
Vogliono vedere se guardano insù
Tanti nasini con sorrisi felici
Perché i bambini son loro amici.

Non più lacrime
Tra i segni tracciati 
Non più musi e nasetti arricciati.

 Perché imparare,

(Dicono loro, massime esperte di questo tesoro)

Non può essere sofferenza:
Se non si sorride
Si resta senza! 

mercoledì 29 ottobre 2014

venerdì 3 ottobre 2014

A - B - C.... parte prima

A di Apprendere
B di Benessere
C di Competenza.

Insegnare in prima dovrebbe avere questi pilastri.
Da una cattiva gestione dei primi momenti di apprendimento infatti può dipendere il fallimento o il successo dei bambini a rischio di sviluppare un D.S.A..

Le buone prassi che aiutano un bambino che arriva in prima sono molte.
Si parte dalla lettoscrittura, per toccare le prassi relative alla gestione del tempo, per arrivare all'area matematica che può essere sinceramente bellissima se fatta con il giusto approccio.

Oggi voglio fare un cenno all'importanza di un buon avvio all'insegnamento della lettoscrittura in classe prima.
Inizialmente, per rendere omogenei i punti di partenza sarà utile un lavoro sui prerequisiti della lettoscrittura.

Successivamente l'approccio è ovviamente quello del metodo sillabico.
Esistono numerosi validi materiali che possono essere utilizzati in tal senso.  ed è utili ancorarsi ad essi per lavorare con metodo.
Bisogna ricordare però di non presentare insieme le sillabe piane e le sillabe inverse ma mantenere la giusta gradualità (bisillabe, trisillabe piane, parole con nesso biconsonantico, parole con sillabe piane)

Il dettato, in prima, è prima di tutto dettato di sillabe, poi dettato di parole, per rinforzare il consolidamento di quei mattoncini, le sillabe, che ci accompagneranno per tutta la vita.
Non c'è fretta di arrivare all'obiettivo finale, mentre fondamentale sarà arrivarci in modo da aver tutti ben compreso le basi.

Alcuni consigli per un buon approccio alla prima
potete trovarli qui:

 

Emiliani M. et al., Dislessia: proviamo con le sillabe. Il metodo S. L. B. (Semplifichiamo la lettura a tutti i bambini), Ed. Libri Liberi, Firenze, 2008. .

Imparare a leggere e scrivere con il metodo sillabico - Attività di avviamento alle sillabe CV
Beatrice Bertelli, Paola Rosa Belli, Maria Grazia Castagna, Paola Cremonesi 
 
Il libro dei dettati
Esercitare e verificare le abilità ortografiche, fonetiche e fonologiche
Graziella Tarter, Monja Tait

domenica 14 settembre 2014

Alla scuola dei sogni

Oggi è il primo giorno di scuola. 
E si ricomincia con le matite temperate nell'astuccio, con i libri foderati a nuovo, il profumo di carta, con le etichette appena incollate.
Si ricomincia con i buoni propositi.
"Quest'anno non chiacchiero più!" "Voglio scrivere bene!" 
"Voglio essere buono."

Si preparano i vestiti dal giorno prima e si va a letto con l'emozione.

Questa emozione deve rimanere.
Non deve cadere a terra negli anni, come un bicchiere infranto, di cui raccogliere i cocci senza potersi raccapezzare. 


La scuola dei sogni, non insegna, ma fa apprendere.
La scuola dei sogni non mortifica, ma guida con autorevole fermezza.
La scuola dei sogni, non umilia chi non sa,
Non sa dire "asino",
Non fa confronti.

Non innalza su un trono chi è dotato, ma tesse lodi di coloro che si impegnano
Dotati e non dotati.
Non getta a terra chi ha sbagliato, ma insegna la strada per sbagliare meno
A tutti.

La scuola dei sogni educa alla fratellanza
Perché è fraterna.

La scuola dei sogni cresce futuri uomini e future donne 
Perché è umana.

La scuola dei sogni educa ai valori e alla cooperazione,
Non spinge a competere.
Non fa gare di lettura, nè di tabelline.
Prende il ritmo del più lento.

Insegna al più lento ad andare, 
E al più veloce l'attesa.

La scuola dei sogni è un sogno.
Ma lasciamo che i sogni guidino la nostra veglia.


Realizzate una buona scuola. Con in mente il sogno.

Buon primo giorno.

sabato 12 luglio 2014

Nel nome della madre

Non è sempre facile destreggiarsi con una diagnosi in mano. Quando è il proprio figlio ad avere difficoltà scolastiche derivanti da un D.S.A. o da un disturbo del comportamento ci si trova a dover fare i conti con mille emozioni diverse. 
Non sempre capite dagli altri. Dagli altri genitori o, più frequentemente, dagli insegnanti che magari non capiscono i nostri atteggiamenti o i tipi di domande che poniamo loro.

Ma c'è qualcosa dietro. 

Qualcosa che solo un genitore può capire fino in fondo. 

Quei perché, magari quotidiani:
Perché sembra non capire, l'avremo detto mille volte? 
Perché sempre a litigare per stare seduti dieci minuti? 
Perché lo sbaglia ancora, è da settembre che glielo dico? 

Perché mio figlio? 
Perché noi?

I pensieri sul futuro:
Ma come farà da grande?
Non ci sarò sempre io a legargli le scarpe!
Non andrà all'università: Come farà ad andarci, odia la scuola!
Come farà a tenersi un lavoro, è così veloce nel cambiare interessi.

Non sarà un adulto adeguato!
...

La rabbia di certi momenti nel presente:

La rabbia per non poterlo lasciare giocare e godere del suo oggi da bambino a causa della necessità di maggior esercizio riabilitativo e potenziamento.
La rabbia di non vedere il nostro bimbo così brillante e spensierato in certi ambienti, sbocciare anche a scuola, dove a malapena si trova a "galleggiare".
La rabbia perché magari per fare questo esercizio maggiore col bimbo si deve litigare dato che non ne comprende il perché o comunque non ne ha voglia.
La rabbia di non vedere risultati, perché questi non si vedono nell'immediato.

La rabbia del sentirsi impotenti.

Poi ci sono gli altri.

A cui tutte queste cose spesso non le diciamo e che quindi leggono erroneamente alcuni nostri atteggiamenti. 
Magari dietro a una frase mal detta o a un appuntamento mancato con un insegnante c'è tutto un mondo di comunicazioni saltate. Di frustrazioni quotidiane, di preoccupazione sincera, di paura del giudizio.

E così si rischia di fomentare una chiusura ulteriore. Noi creiamo la nostra immagine mentale della nostra situazione mentre gli altri la loro immagine mentale della nostra situazione. 
E si crea una discrepanza che può solo aumentare nel tempo a meno di non intervenire con decisione e magari con un supporto esterno per riappianarla.

Ma il bambino è uno solo, con i mille colori della sua unica e irripetibile persona, e dobbiamo vedere lo stesso bimbo, che siamo noi genitori, operatori, maestri, animatori...

Convivere con , mediare per, educare un ... bambino con difficoltà scolastiche può essere (e spesso è) una sfida quotidiana. Meglio non aggiungere ulteriori tasselli a questo puzzle, e cercare invece di comporlo per sistemare con dedizione il meraviglioso affresco di una riuscita integrazione scolastica.





sabato 5 luglio 2014

Potenziare sotto l'ombrellone?

Prima di essere mamma di un bimbo in età scolare, avrei risposto ad occhi chiusi che SI' ASSOLUTAMENTE, il potenziamento nel tempo estivo è un'idea ottima. Ora, mi rendo conto meglio che, nelle agognate vacanze estive non è così facile convincere un bimbo, e ancor meno un bimbo con difficoltà, a fare qualcosa. 

Più ancora che in assenza di difficoltà o disturbi, però, l'estate è un tempo in cui senza lo stress quotidiano di compiti e lezioni diventa più semplice concentrarsi su strategie e approfondimenti. 

Il potenziamento estivo diventa quindi spesso una tappa obbligata o comunque fortemente consigliata per non iniziare l'anno con l'acqua alla gola. 
Per rimanere però in una emozione positiva anche durante questi momenti di apprendimento diventa fondamentale associarli a qualcosa di bello. 

Quello che propongo più spesso è, soprattutto quando il potenziamento ha bisogno di un rinforzo domiciliare frequente o quotidiano, di associare alla sessione di lavoro domestica la raccolta di un punto ( in puro stile Token economy). Ai primi 12 punti (che possono equivalere alle prime 2 sett di potenziamento) di solito associo una prima sessione di... Lavoro creativo. Non amo particolarmente le raccolte punti cehe esitano in un gioco materiale, spesso infatti mi trovo a lavorare con bimbi che ottengono tali generi di ricompense in vari modi e si rischia, in tal caso, di utilizzare un premio che finisce per essere consumi sta ed inflazionato. Per questo perde di valore.

L'obiettivo-lavoretto dei 12 punti deve essere ben chiaro al bimbo, che lo sceglie con mamma e valuta con lei di quali materiali abbisogneranno...

Io adoro questo genere di lavori perchè i bambini di solito li adorano e difficilmente ci si ritaglia un tempo per farli insieme e quindi sono un vero premio unico e speciale.
Inoltre lo stesso farli insieme diventa un momento di tempo privilegiato unico e speciale che è di per se una circostanza premiante.

Personalmente mi affido all'infallibile e chiarissimo sito di Art Attack, ma sono aperta a consigli su altre fonti per tutorial chiari e divertenti su attività di questo tipo.

http://www.disney.it/disney-junior/art-attack/attacchi-d-arte/


Buon potenziamento allora, e colla vinilica per tutti.  :-P